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L ' ISOLA DEL TEMPO PERDUTO
Le ore perse a leggere non sono tempo sprecato


3 ottobre 2014

BOOKI NERI….

galassia

ECCO DOVE

FINISCONO

I LIBRI CHE

NON SI TROVANO PIU’….

26 agosto 2014

NIPOTINO IN ARRIVO….

LaStampa.it

 

….QUALCUNO A CUI

-LASCIARE IN EREDITA’ TUTTI I MIEI LIBRI

-INSEGNARE A SCRIVERE CON PENNINO E CALAMAIO

 

29 novembre 2013

I LIBRI MI PIACCIONO PERCHE’,,,,

….non strillano, sono silenziosi eppure dicono un sacco di cose…

2 gennaio 2013

DAI CONFINI DELL’ UNIVERSO…


nebulosa

…un occhio sta leggendo tutti i libri del passato, presente e futuro….

L’immagine è troppo bella per non trovare una scusa

per pubblicarla qui… Buon 2013 a tutti !!!

1 dicembre 2012

DOMANDA

Che libro sta leggendo

Pinocchio

al Grillo Parlante ?

11 novembre 2012

CREATURE

“Non dico che le donne scrivano meglio, ma scrivono in un modo non concesso agli uomini.

Scrivono con lo stesso travaglio col quale si fa un bambino, sicchè il loro non è soltanto un libro, è una specie di figlio.

Bello o brutto che sia, ha sangue e muscoli, ha la voce della vita ”

 

Igor Man

4 ottobre 2012

MONDI NUOVI DA SCOPRIRE

Libri

luminose finestre

nella notte della vita

6 settembre 2012

VIAGGIARE

Nessun vascello c’è

che come un libro

possa portarci

in contrade lontane

Emily Dickinson

15 luglio 2012

FANTASIA O REALTA’ ?

“Qui siamo tutti matti. Io sono matto. Tu sei matta.
-Come lo sai che sono matta? – disse Alice
-Per forza – disse il Gatto – altrimenti non saresti venuta qui.
.
Lewis Carroll, Alice nel Paese delle Meraviglie
.
26 giugno 2012

LIBRI NEI LIBRI

Il primo che viene alla memoria, è il libro galeotto che unisce per l’eternità Paolo e Francesca.

Nel V canto dell’Inferno dantesco, i due cognati confessano come la comune lettura del romanzo cavalleresco, che narra le vicende di Lancillotto e Ginevra, avesse scatenato la consapevolezza dell’amore travolgente, che li condannò a morte e li rese immortali.

Se avessero sfogliato il Vangelo, avrebbero forse disquisito sulla carità cristiana; dell’immortalità dell’anima se avessero letto Platone. Sarebbero rimasti casti e distanti, lei sarebbe morta di parto o di peste, lui in guerra o di tifo.Dei Malatesta e Da Polenta non si saprebbe quasi nulla.

Anche il secondo arriva dalle antiche reminescenze scolastiche: il breviario di Don Abbondio, che legge camminando, tra una riflessione e l’altra, tenendo il segno con un dito infilato tra le pagine. Sta per arrivare al decisivo incontro coi bravi di Don Rodrigo: il bene contenuto nelle pagine del libro non gli sarà di alcuna utilità per contrastare il male che travolgerà la sua banale esistenza.

Anche il terzo è un’eredità studentesca: Nelle “Epistulae familiares” (lettera a Dionigi da Borgo S.Sepolcro) il Petrarca racconta che, giunto in cima al Mont Ventoux, tira fuori di tasca le “Confessioni” di sant’Agostino, che portava sempre con sé, e legge “ad apertura di pagina” il passo: “E vanno gli uomini a contemplare le cime dei monti, i vasti flutti del mare, le ampie correnti dei fiumi, l’immensità dell’oceano, e trascurano se stessi”.

Non so se la notizia sia riportata in qualche libro o catalogo, ma al Museo della Montagna, durante una mostra sul viaggio al Polo Nord del Duca degli Abruzzi, ho visto esposta una copia tascabile della Divina Commedia che la Regina Margherita aveva regalato all’esploratore perchè potesse leggere qualcosa nel lungo viaggio in capo al mondo. Certo Dante, settecento anni prima, non aveva immaginato che la sua opera sarebbe arrivata, tanto tempo dopo, così lontano. Effettivamente, il tempo e lo spazio non hanno valore, se non nella nostra misera pretesa di dare dei confini certi alla nostra incertezza.

Saranno centinaia i libri citati da Umberto Eco nei suoi romanzi, a cominciare dal finto testo trovato su una bancarella di Parigi, da cui parte la narrazione del Nome della rosa. E che la vicenda che poi racconta si arrotoli attorno alla presunta esistenza dell’introvabile  trattato aristotelico sulla comicità, nell’iperbolica biblioteca del convento maledetto, fa parte del gioco dell’autore, Grande Maestro della scacchiera libraria, che si muove leggero tra le caselle bianche della carta e le nere dell’inchiostro.